
giovedì 13 dicembre 2007
sylvie guillem

post irragionevole
mercoledì 12 dicembre 2007
da gallina una scritto
Succede quello che ci entusiasmante è.Presto del padrone mondo saremo urrà.
Era un inoffensivo in apparenza razzo lanciato da Canaveral dagli americani Cape.
Motivi sua è per ignoti dallo uscito orbita, e probabilmente di qualcosa sfiorato invisibile dopo aver sulla terra ricaduto è.
Cresta cascato ci è sulla paf, e mutanti di siamo diventate colpo.
Tabelline stiamo rapidamente imparando le, dotate molto la letteratura per siamo della storia, chimica per la meno un po', disastro un finora sport gli, importa non ma:
delle il galline cosmo sarà, cazzo che.
martedì 11 dicembre 2007
ginecei
sebbene la ricerca di un gineceo sia quotidianamente motivo di grosse venture e curiose vagazioni, l'oggetto stesso di suddetta ricerca è svanita.
robert byron ne avrebbe di certo cercato tracce nei rudimentali resti di città insabbiate dell'anatolia; ma noi?
ritengo l'assenza di ginecei, ovvero di ginecei universalmente ed uffucialmente riconosciuti come tali, una grossa problematica sociale, che ingeneri comportamenti bislacchi e pericolosi da parte dei cercatori di oro e trastullo.
la questione andrebbe approfondita. forse. o magari no.
beh, comunque in altra sede
lunedì 10 dicembre 2007
mettiamo l'accento sulla "i"?
pa pa pa... parmigiano reggiano e si immaginano a fare l'attore in quello spot vestiti da pomodoro o da scaglia di parmigiano.
ebbene, costoro ritengono superfluo, se non addirittura irritante, l'uso fatto da alcuni, di scrivere il "sì" affermativo con l'accento sulla I.
-MIA HAI CHIAMATO?
-SÌ!
questo uso, tra l'altro surrogato da tomi di grammatica della lingua italiana, viene rinfacciato a povera gente come me.
gente che invece non aspira affatto a vestirsi da peperone o da scaglia di rucola pangrattata, cantando un orrendo rifacimento di un brano epocale come MAMMA MARIA dei Ricchi e Poveri (pezzo che, per inciso, ha formato i ballerini della mia generazione).
questo lo dico a beneficio del dubbio e dell'inventario.
Nick Drake: cabeça de homem, coração de menino
dobbiamo al catalano JORDIQUI l'irradiante contributo.
Nick Drake i puristi lo considerano infantile, banale, prevedibile.
e che cazzo. tutti a parlare di musica spermatozoica e a nomare gouldavisschoemberguccini le grandi stelle del suonare impegnato.
ora a parte guccini che mi sta sulle palle, gli altri sono indubbiamente delle madonne.
ma cazzo, gould, davis e schoenberg mica tutti li capiscono.
ci vuole esercizio, esperienza, quasi malizia.
e allora vaffanculo.
qual è la forza della semplicità? che parla direttamente al cuore, senza i filtri di esperienza e malizia.
drake diceva le sue cose facili facili con quella vocina da bambino innocente, che si rifiutava di entrare nel mondo dei grandi. cosa che fece davvero.
senza impegno, senza ironia, senza malizia. un puro. un idiota, direbbe vilfredo.
e allora, chapeau sì ai grandi musicisti ironici. a joe zawinul e cannonball adderley, a coltrane e gould, agli impegnatoni e alle mille altre madonne santissime.
ma chapeau anche a chi si pasce di semplicitè.
non è l'ironia la medicina per curare dalle intossicazioni del vivere, come l'alcool? (beh questa è una mia personalissima interpretazione di questa femmina retorica)
laddove questa intossicazione non c'è, evviva la semplicità.
«cabeça de homem, coração de menino», appunto.
che poi, detto così, vis à vis, suona come un complimento meraviglioso.
"river man" sopra immagini da "il cielo sopra berlino"
domenica 9 dicembre 2007
Del sentimento di non esserci del tutto

Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento una agonia di fatica.
Ma dopo decine di migliaia d'anni quest'angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c'era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della Galassia crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d'infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all'erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s'erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante, e senza squame."
i re di spagna
giorni fa, mentre su un'aiuola a forma di gogol giocavo a pizzicannella col mio gatto vilfredo pareto, ho notato una curiosa coincidenza: in corrispondenza della coda, sotto il pelame, m'è parso di intravedere un re di spagna.
senz'altro un clamoroso abbaglio, conscio come sono che in realtà sono i galli, e non i gatti, ad avere un re di spagna sotto le piume, in corrispondenza della coda.

venerdì 7 dicembre 2007

"Il segugio imbarazzato"
La preda sua ormai più non segue.
Ché il segugio, che già ha corso tanto,
Da immantinente causa è ormai cotanto affranto.
La pena sua, lo strazio ed il tormento,
Dovuti sono a un pasto di alto gradimento:
Ché il can goloso, in tre minuti soli
Si è scofanato un sacco e più di bei fagioli.
Ecco perchè ora corre in modo un po' sconnesso
Nel tentativo estremo di riposar su un cesso.
Caga segugio mio,
Chè causa n'hai ben donde.
Lo stronzo tuo ancor vive,
Galleggia fra le onde.
